giovedì 23 febbraio 2017

Aspetto la nomination ai Darwin Awards.

Qualche giorno fa mi sembrava di aver fatto dei passi in avanti: era già un po' che mi complimentavo intimamente con me stessa perché sto reggendo bene il contraccolpo dei kg di troppo. Non sono più come da adolescente e da bambina. Allora non avevo il diritto di essere felice perché ero a un passo dall'obesità. Oggi, in quell'obesità dimostrata dalle tabelle del BMI (che cerco di ignorare, perché non sono esatte e si basano su una corporatura di tipo nordico e bla bla (scuse per non affrontare il problema)) mi ci trovo già da sette chili e la sto prendendo bene.

Credevo di aver capito così.

Di fatto, oltre una superficie di apparente tranquillità, c'è un rifiuto profondo e viscerale di tutto ciò che significa essere me.
Prendiamo in esame la cretinata perché la cretinata è facile, da affrontare e relativamente anche da contrastare - ecco, prendiamo in esame la cretinata e finiamo a parlare di dieta, kg di troppo, calorie, metri da sarta qua e là, improbabili taglie che vanno dalla 46 alla 52 e senza alcuna coerenza mi calzano sempre a pennello. 
Andiamo a sviscerare la cretinata della dieta e della forma fisica ed entriamo nei negozi di vestiti online. Similmente a come fanno quelli che entrano al supermercato e se ne escono senza aver comprato niente, li visito con gioia quando mi capita, osservando fisici asciutti o rotondeggianti sfoggiare la propria silouette, evidenziata dai vestiti che più fanno al caso loro; tutto questo senza però mettere niente nel carrello (perché "quando dimagrisco me lo compro").

E constatiamo, non nella superficiale osservazione del mio stato d'animo quotidiano, ecco, a partire dal mio umore in apparenza spesso scanzonato, ho realizzato di non essermi mai odiata tanto in vita mia. Con tutti i pensieri positivi di cui mi sono ingozzata alla "devi volerti bene", "devi essere tua amica", se mi avessi davanti mi sputerei addosso e mi prenderei a calci in faccia.
Uno stato d'animo "a cipolla", nel quale fa capolino la convinzione che razionalmente giudico patologica del sentirsi la persona più grassa e brutta del pianeta.

In teoria riconosco che non è così; in pratica guardo "Vite al limite", e osservo una ragazza, una bella ragazza, così bella che i suoi 292 kg non riescono ad occultare la sua bellezza. Una delle tante protagoniste del programma, morbosamente obese. E penso: "Lei è appesantita. Ma io sono messa peggio".

A questo punto credo di essere arrivata a un livello di rifiuto talmente profondo che la pseudo-indifferenza con cui sto affrontando i miei 79 kg non è che l'espressione di quanto sono stanca di lottare.
Ho capito un'altra cosa di me stessa, osservandomi negli ultimi giorni: che io non voglio dimagrire. Non voglio essere attraente. Non voglio essere felice.
Quante volte mi sono trovata davanti alla possibilità di uscire dalla condizione di obesità che mi affligge? Quante volte ho avuto la caparbietà di dimagrire sul serio? Tante volte, ed altrettante volte ho sabotato tutto all'ultimo momento. 
Il mio è un notevole sovrappeso che rischia di mettere a repentaglio anche la mia salute. Ma come posso preoccuparmi della mia salute?

Con l'obbiettività di chi dà a Cesare quel che è di Cesare, spezzo una lancia in mio favore: ho una buona capacità di mettermi nei panni degli altri. Così, finito di rileggere questo post, tutto quello che voglio è fare come fanno in molti: schifarmi, seppellirmi con una risata, augurarmi il cancro e dolore eterno ed altre cose di questo genere (aspetto suggerimenti). Perché? Perché sono una brutta persona. Non sto facendo del vittimismo. Sono veramente una persona meschina. E falsa, e subdola, un colossale bluff.

Cos'è che da persona comune mi ha trasformata in un mostro?
Ci sarebbe molto da scrivere, ma ho come l'impressione che non sia importante.

Ieri sera ho di nuovo tentato il suicidio. Non c'era disperazione in me, c'era la freddezza di una mente lucida che non riesce a togliersi dalla testa che è nata per errore, e per questo vive nell'errore e nel dolore. Mi chiedevo come fosse possibile che il mondo mi odiasse. Ed ecco che entra in scena il talento di mettersi nei panni degli altri: hanno sempre fatto bene, e anzi sono stati troppo magnanimi.

Dovessi morire in questo momento se non è quello che veramente penso.

2 commenti:

  1. tesoro...mi dispiace leggerti così...
    ma prova a sviscerarti per un momento dalle tabelle...
    tu sei ALTRO.
    e sei una BELLISSIMA persona...
    su una cosa sei da rimproverare...sul fatto che NON ti vuoi bene.
    sai anche io mi odio.forse indipendentemente dal peso.ma non credo.
    mi odio perchè grassa.e brutta.
    ma proprio perchè mi odio sono grassa...capito il giro contorto?
    io voglio che ti rifletti allo specchio.coi tuoi occhi lucidi.
    e guardi la tua immagine.e anzichè sputarla.la baci.e la abbracci.
    questo ogni giorno.
    dopo ti sentirai meglio.
    ci puoi provare???

    ti abbraccio.FORTE:

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    1. Cara, posto che le tue parole esprimono veramente quello che senti, credimi, non è per far vittimismo... ma se mi conoscessi davvero ti ricrederesti.
      TU sei una bellissima persona. Sei una persona molto dolce, e forse molto sofferente, ma hai forza, e coraggio, e una bella mente con cui fronteggiare le difficoltà della vita; o questa è l'idea che mi sono fatta leggendo il tuo blog e i tuoi commenti in questo blog.
      Sei tenera. E ti voglio vicina.
      E ti sarò vicina.
      Anche se solo oltre un'accozzaglia di lamiere e microchip... Mi piaci proprio! E ritienimi già una tua follower convinta.

      Un abbraccio

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Su "Vite al limite".

Questo simpatico nonnetto che stimola in me sentimenti di pura e semplice compassione si chiama Younan Nowzaradan - ed è stato assolda...