sabato 8 aprile 2017

Su "Vite al limite".


Questo simpatico nonnetto che stimola in me sentimenti di pura e semplice compassione si chiama Younan Nowzaradan - ed è stato assoldato come medico chirurgo per il programma americano My 600-Lb Life, ribattezzato in Italia come Vite al limite.

Per i non assidui frequentatori del canale Real Time: si tratta di un programma nel quale degli obesi di oltre 300 kg - letto bene, oltre 300 kg - vanno da questo medico qua sopra e si sottopongono prima a dieta, poi - persi i primi, diciamo, 8-15 kg - a un intervento di by-pass gastrico per ridurre le dimensioni dello stomaco. Nel tentativo, ovviamente, di dimagrire.
Qualcuno, prevedibilmente, muore strada facendo.

Younan Nowzaradan, Nozzy per i social-amici, ecco, - meno male! -, Nozzy, è un "chirurgo vascolare e generale" laureato all'Università di Scienze Mediche di Teheran, in Iran, e da decenni lavora in Texas.

Sembra che Nozzy sia popolare in rete, anche "per via del suo carattere burbero" (cit.). Chirurgo bariatrico d'esperienza, ha preso in cura casi da molti altri rifiutati, ed è stato uno fra i primi a sostenere l'importanza della chirurgia laparoscopica.

Viene dipinto in web come sprezzante (?) spietato (??) crudele (???).

(Boh)

Pare che l'Oriente colpisca ancora: e che non si pensi ad affascinanti ballerine indiane con i fianchi tonici scoperti e il velo davanti al volto, oppure a candide giapponesine con il cappellino per proteggersi dai raggi solari [copriti, sia mai che t'abbronzi.].

No.

Questa volta sul Trono dell'Uomini e Donne del Web del Monno c'è proprio lui, Nozzy, coi suoi - è impossibile reperire l'età in rete - qualcosa più di sessant'anni, il suo sguardo truce, i suoi occhiali rettangolari, il suo naso tipicamente semitico, il suo accenno di calvizie sul lato sinistro della crapa, il suo corpo tozzo, le sue orecchie un po' a sventola.
Non è più il fisico a contare: è la cultura e il fascino indomito dello stronzo. Bene così.

Twitter dice: “Io sempre più incantata dalla tinta di Nozzy #viteallimite”,
Rincara: “Nozzy come Gesù contro i mercanti nel tempio #viteallimite” 
Ancora “Senti cretina se nozzy dice mangia tu mangi capito #viteallimite”.

[Ok, ma stai calmina.]

Questo è Nozzy.

Questo "Gesù contro i mercanti nel tempio" è lo stesso "laureato a Teheran" in Medicina che davanti a pazienti di 300 kg abituati ad assumere - grossomodo - non meno di 10.000 calorie al giorno di porcherie, fra cui pollo fritto, cioccolata, gelato, pizza e quant'altro, candidamente, a faccia da stronzo dice loro: "Non ci siamo, signora Molly Bettina. Proprio non ci siamo. Lei conduce una vita sregolata e malsana. Lei fa attività fisica?" "No, dottore..." "Male, signora Molly Bettina. Molto male. Le sue abitudini alimentari non sane, e l'assenza di movimento, vede dove l'hanno portata? Lo vede? Voglio che lei segua questa dieta dimagrante DA MILLE CALORIE e che torni qua fra due settimane avendo perso almeno 9 kg. Può farlo?" "Io... sì... ci proverò". "Bene. Buona giornata. Si riguardi".

Ora.

Mille calorie? Mille? Siamo seri?

Sono pazienti che, mi auto-cito, sono abituati ad assumere grossomodo non meno di 10.000 calorie al giorno di porcherie. Non ci vuole una laurea in Medicina, ma neanche in Agraria, per capire che se gli dai a un obeso di 300 kg abituato a un introito calorico del genere - che permette una quantità di kcal che è a livelli da Anoressia, ben al di sotto di quello delle diete dimagranti ipocaloriche standard - si sente male, si collassa, si scompensa. Più sei sovrappeso, e più hai bisogno di energie per mantenerti in forze.

Mi vuole dire Nozzy, che è un medico e come tale non il primo scemo che passa, come fa un obeso di trecento kg a mantenersi con 1000 calorie, fosse solo per 2 settimane?
A parte che - si legge sul web - la dieta dimagrante "ipocalorica" prescritta da questo qui continua sulla stessa linea anche dopo.

Vite al limite?
Un programma ignorante che, - se posso poi fare una personale considerazione -, è buono per gente sovrappeso che ama sentirsi migliore o non così male sulle disgrazie degli altri.




mercoledì 5 aprile 2017

Su Barbarella e i suoi "curvy-teatrini".


Non si può ignorare - anche con tutta la buona volontà, non si può non notarlo - ce l'ha sbattuto in faccia talmente tante di quelle volte che anche quelli che non sono assidui followers del suo programma più celebre, Pomeriggio 5, devono per forza averne sentito parlare.

Oppure, conoscendo lo spessore del personaggio in questione, quello di Barbara "Barbarella" D'Urso, comunque con un po' di intuito lo si può immaginare, si può immaginare come l'argomento sociale del momento, l'eterna lotta fra le grasse, o le curvy, o le magrissime, o skinny, che infiamma i salotti dei programmi di gossip di bassa lega, la d'Urso proprio non poteva lasciarselo scappare.

La D'Urso non è una cretina.
La D'Urso ha un discreto fiuto per le patate bollenti in campo giornalistico; sennò non sarebbe arrivata dov'è, pur essendo un personaggio tanto mediocre [parlo di personaggio perché non è mia intenzione avanzare insinuazioni infamanti di qualunque genere sulla persona della D'Urso, come fanno invece altri che nella sua pagina Facebook la apostrofano come serva del potere - va bene - e falsa - ci può stare - e troia - no] e trattando argomenti tanto blandi e offensivi nei confronti dell'umana intelligenza.

Si può dire che il successo di Pomeriggio 5 e di Domenica Live e della loro conduttrice non sia che il simbolo di quanto è ignorante la nostra società. Puntualmente, ogni pomeriggio, fra un Stirateeeeeee e un Col cuoreeeee la D'Urso gonfia il petto informando gli italiani del fatto che il giorno precedente Pomeriggio 5 è stato il programma più seguito delle reti televisive nazionali con oltre il 40% di share dall'inizio alla fine.

Ebbene sì: capita anche a me di guardare Barbara - Sbabbara la chiamo io, in onore a Ylenia da Messina, la ragazza bruciata viva dal fidanzato per fortuna uscita quasi completamente illesa in collegamento con lei in una trash-intervista memorabile - nel pomeriggio, in parte per biasimarla, in parte per odiarla, lei e quant'è oca e falsa, in parte anche - lo ammetto - perché i suoi argomenti leggeri mi aiutano a staccare un po' la spina dei pensieri.

[Forse abbiamo capito perché ha tanto successo.]

Ebbene, negli ultimi giorni - che significa nell'ultimo mese, ma potrebbe essere addirittura passato più tempo - Sbabbara sembra aver drizzato le orecchie, dilatato le narici; ha trovato un argomento che forse forse può garantirle un piatto di pasta in tavola per i prossimi vent'anni.
Si chiama questione curvy.


A me le donne abbondanti che manda nelle sue trasmissioni non fanno né caldo né freddo.
Be'... non proprio.
Sono donne che definire curvy... oddio.
Guardatele, insomma. Queste donne avrebbero bisogno di un by-pass gastrico, ancor più che di autostima - sto guardando la signora bionda, la seconda a partire da sinistra. Però sono molto sicure di sé, questo è certo. Disinvolte.
L'avessi io la loro disinvoltura... un po' le invidio, lo ammetto.

Un po' le invidio e un po' mi fanno pena.

Queste povere creature non sono che animali da circo che la D'Urso cinicamente gongolando e leccandosi i baffoni, golosa, fregandosi le mani, invita in trasmissione [in gabbia] unicamente per mero interesse personale.
Per fare ascolti.
Per catturare l'interesse e incentivare le [vane] speranze delle pigre casalinghe sovrappeso che tanto amano "stirare" mentre guardano Pomeriggio 5 e si sentono dire dalla D'Urso che gli uomini amano le curve [magari anche quelle che stirano, vero Barbarella? Montaci un servizio, a una puntata. Non si sa mai.]

Mi si potrebbe dire che in questo mondo cinico e baro tutto è sottoposto alla legge del profitto.
Verissimo.
Verissimo e anche GIUSTISSIMO, finché non si passa sulla dignità e sui sentimenti delle altre persone.
Perché anche queste donne avranno dei sentimenti, no?

Ma - ah - cosa dico? A loro piace.
Vanno là, si fanno vedere, fanno le loro sfilate in bikini in diretta mostrando le panzone nude, si ravviano sensuali i capelli oltre le spalle tonde, così belle - perché sono belle, e ben curate; ma rimangono sessualmente attraenti quanto un ferro da stiro -, così naturali, così...

Così felici.
Così felici perché loro davvero si sentono le nuove icone di stile, di bellezza.
E se loro sono felici, fa nulla, show must go on.
Le casalinghe taglia 56 sono felici, le modelle "curvy" di Sbabbara sono felici, Barbara figuriamoci se non è felice, e noi di conseguenza siamo felici perché tutti gli altri sono felici.

Solo, se è possibile, vorrei - e scommetto che lo vorremmo tutti - non sentire più Sbabbara sgambettare con quelle sue belle gambette toniche e asciutte in mezzo alle oversize strillando "Io le amoooooooooooohhhhh", considerato che lei a - quanto? - più di sessant'anni per oltre 1,65 mt porterà al massimo la taglia 40.

Grazie.



"Fat and happy".



Qualche tempo fa, scofanandomi come un'ingorda foca un piatto da 150 grammi di riso bianco con un cucchiaio di olio e uno di parmigiano [fatevene una ragione, io non mi ingozzo quasi mai di cibo spazzatura], in preda allo sconforto, sono andata sul caro amico fidato Google e, in preda al vittimismo, ignorando i risultati con le interviste delle varie P!nk, Christina Aguilera e quant'altro che - similmente a me in quel momento, mettendo le mani avanti vigliaccamente, anziché lottare contro l'assurdità di una società che insinua che loro sarebbero "oversize" -, si professano "grasse e felici", mi sono imbattuta in un articolo, ripreso dall'Huffington Post. Questo.

Analizziamo il post, a partire dal titolo: "Non c'è nulla di male ad essere grasse. Continuate così, potete farlo".
Oh, certo, signora dell'articolo dell'Huffington Post. Certo, signora cantante P!nk. Possiamo farlo e su questo non c'è il minimo dubbio. Finché il colesterolo che ci ostruisce le arterie non ce le fa scoppiare come palloncini e non ci viene un ictus o un infarto. Ma queste sono inezie che le lor signore femministe sono prontissime a sacrificare in nome di un sentimentale concetto di libertà della donna e di un banale "Il mio corpo è affar mio". Che finché si tratta di un caso come quello di P!nk - che dico, non è grassa, e fa palestra, ed è tonica, e ci tiene evidentemente alla salute e alla forma fisica - non c'è problema. Ma che dire di quelle - e mi ci metto pure io - che vanno sopra la taglia 48? Avete letto l'articolo? Lingerie sexy? Ma vogliamo veramente fare ridere i polli?!
Dicevo, analizziamo il post punto per punto: cominciamo:
L'articolo comincia con la signora padrona della boutique di lingerie sexy per clienti oversize che parla così:
So che tutti i "nemici" del grasso, le varie discussioni sul tema di Reddit e i moralizzatori sparsi per il mondo mi daranno torto, ma posso permettermi di occupare letteralmente tutto lo spazio che voglio. E sapete un'altra cosa? Non devo spiegazioni a nessuno se sono in carne e perfettamente in salute. Contrariamente a quanto si crede, posso essere grassa e sana, se voglio. Posso anche essere grassa e malata. Le persone grasse esistono da quando esiste l'umanità, quindi abituatevi. Non ci nasconderemo solo perché un mucchio di persone, che ha parecchio tempo da perdere al pc, ci prende di mira, prendendo in giro il nostro corpo.
Ah-ah. Ecco le manine avanti. Quel "non devo dare spiegazioni a nessuno" mi puzza tanto di paraculaggine. Di - non so - di piagnisteo, forse.
Il binomio grasso-malato non è a caso. Non puoi materialmente essere grasso e sano. Le tabelle del BMI non sono a caso. Non sono messe lì per scopi estetici. Non devono definire standard per entrare nelle agenzie di moda a fare i/le modelli/e, ma per prevenire malattie cardiologiche e cardiovascolari. "Le persone grasse esistono da quando esiste l'umanità, quindi abituatevi". Anche la peste bubbonica esiste da quando esiste l'umanità, dovremmo abituarci anche a quella?
"Non ci nascondiamo". Quale ardore, quale inimitabile dimostrazione di anticonformismo e di ribellione ai "modelli imposti da questa società" ingiusta, e brutta e cattiva.
Sono stata grassa per più di 30 anni. Ormai ho la pelle dura e sono abituata a commenti meschini e vili. Mi scivolano addosso (sì, finiscono anche sul mio culo grasso). E tutti queste discussioni, alimentate ad hoc, in realtà non fanno altro che fomentarmi, ricordandomi che c'è ancora molto lavoro da fare nel movimento per l'accettazione del corpo.
Hai la pelle dura, e scommetto anche piena di smagliature. [non ho resistito]
"Sì, finiscono anche sul mio culo grasso", qui è evidente che l'autrice del post intimamente si odia, odia lei stessa il suo corpo grasso, solo che non riuscendo a dimagrire ha scelto la via più semplice: lottare. Perché lottare a volte è la strada più semplice; che per di più sembra quella più difficile da percorrere. Lei stessa si apostrofa in termini dispregiativi: culo grasso. Mi sembra un piagnisteo inutile atto a prevenire eventuali insulti a cui la poverina sembra già abituata - in effetti, ce lo dice lei stessa.
Lei parla di "movimento per l'accettazione del corpo". E' solo un'inutile lotta inascoltata e ignorata contro i mulini a vento; una lotta per di più non rivolta verso l'esterno, ma verso l'interno. Perché quando questa signora sarà felice - perché è inutile che parla di accettazione, lei non si accetta e non è felice - allora dimagrirà, e quando dimagrirà la finirà anche coi piagnistei.
Per me è chiaro e semplice: vivi nel modo che vuoi. Come ha sottolineato Pink, di recente, dopo essere stata criticata per il suo corpo: "Non sono preoccupata per me. E non lo sono neanche per voi. Sto bene, sono felice e il mio corpo sano, formoso e forte si sta prendendo la tregua che merita".
Pink dice quello che molte di noi "ciccione" del movimento per l'accettazione del corpo ripetiamo di continuo: "Il mio corpo è affar mio. Il tuo è affar tuo". Ho avuto delle discussioni con persone (totalmente sconosciute) che cercavano di condannare il mio corpo e le clienti della mia boutique di lingerie. Sono andata anche alla CNN per parlare del diritto di essere grasse e indossare intimo sexy. Io e il mio negozio siamo finiti al centro di un dibattito il cui argomento principale era proprio la mia boutique di intimo per taglie forti e la sua presunta "celebrazione" dell'obesità. 
[Di nuovo il paragone con P!nk. Siete andate sull'articolo? Bene, vi sembra che P!nk assomigli alla signora del negozietto?]
Se una ragazza grassa vuole comprare un abitino intimo sexy amen, e chi glielo impedisce? Se c'è qualcuno che lo fa, è un bigotto. Il problema è che nessuno lo fa. La signora della boutique confonde la discriminazione in base alla forma fisica con una vera e propria negazione dei diritti umani. Mi pare veramente strano che una piccola boutique finisca sull'occhio del ciclone fino a questo punto, ma perché no, tutto può succedere in questo triste mondo malato.
Credo che i detrattori siano molto confusi e innervositi dalla felicità. La gente è spesso perplessa quando vede persone grasse e felici. A questo si aggiunge che non ci tormentiamo con diete e allenamenti e non siamo ossessionati dall'idea di diventare una versione magra di noi stessi. E tutto questo sconvolge i vari "haters".
"La gente è spesso perplessa quando vede persone grasse e felici". Io sono perplessa nel leggere questa frase. Personalmente non mi sento per niente titubante nel vedere una persona sovrappeso che è soddisfatta della sua vita. Vorrà dire che ha altre priorità, che conduce uno stile di vita comunque appagante. Cosa c'entra? Dovremmo trarne la conclusione che le persone magre, per la gente invece sono tutte felici? Ma quanto è ridicolo questo articolo? Andiamo avanti: "[noi] non ci tormentiamo con diete e allenamenti e non siamo ossessionati dall'idea di diventare una versione magra di noi stessi e tutto questo sconvolge i vari haters". Questa robaccia - perché di robaccia partorita da cervellini piccoli piccoli si tratta - mi fa imbestialire.
Chi mi segue - quei pochi piccoli sparuti blogger che mi seguono - sa che io sia tutt'altro che l'immagine della magrezza, della salute, del well-being. Che io sia anzi la negazione in termini di tutto ciò. Però, siccome non sono cretina, o meglio, se sono cretina non lo sono comunque così tanto, pur non essendo mai stata magrissima e non avendo mai praticato sport e vita sana, non penso automaticamente che chi è magro lo sia perché si tormenta con diete a base di sedano e carote [perché è questo il messaggio che l'autrice subdolamente e perfidamente vuol far passare] o perché si ammazza di palestra ed addominali. Sembrerà all'[idiota] proprietaria della boutique strano, ma si può essere magri e in salute in due mosse:
- seguendo una dieta permissiva e bilanciata, semplicemente non mangiando schifezze e limitando la quantità di alcolici, possibilmente riservandoseli solo un giorno a settimana;
- facendo un'oretta di jogging o camminata veloce la mattina prima di colazione ogni giorno.
Cara signora, lei queste cose le fa? No? Nemmeno io. Ma di certo non mi metto a biasimare da ignorante chi è comunque più virtuoso di me.
In TV ho dovuto letteralmente difendere il nostro diritto di esistere come donne in carne che vogliono indossare intimo sexy e succinto. Tutti i corpi sono "buoni". Tutti meritano di essere celebrati. Nessun corpo è migliore di un altro.
Sigh-sobh.
Sì, potete vivere la vostra vita e occupare più spazio del vostro vicino. Non dovete etichettare la vostra esistenza dicendo "sono grassa, ma felice". Non dovete spiegazioni per il vostro corpo e per ciò che siete fuori e dentro. Le persone che vogliono giudicarvi sono tristi, infelici e hanno fin troppo tempo a disposizione. Non hanno nulla di meglio da fare. Io, invece, ho molto da fare. E al primo posto della mia lista c'è aiutare le donne grasse, in carne e formose a sentirsi sexy in intimo e aiutarle a celebrare il loro corpo.
E con questo, direi che abbiamo finito.

Se il messaggio non è chiaro, o se sono stata troppo brusca nel tentativo di farvelo passare, ve lo dico esplicitamente e lo faccio con calma, di modo che possiate usufruirne [spero]:
Non bisogna - non bisogna - arrendersi alle ingiustizie di quella fettina di società malata che si annida in genere nei reparti dell'alta moda che vuole che tutte noi donne andiamo a vestirci al reparto bambini alla Benetton o che indossiamo la taglia 32-34. Perché questo è eccessivo, e questo va contrastato.
Ma non bisogna nemmeno diventare pigri e vittimisti - come la signora dell'articolo tristemente, per suo personale meccanismo di difesa, è diventata - e diventare vassalli di uno stile di vita che va contrastato anch'esso, ovverosia il sovrappeso, peggio ancora l'obesità.
Come capire se è il momento di correre ai ripari? Non fidatevi dello specchio, ve lo dico per esperienza personale: rivolgetevi alle tabelle dell'IMC, sul web se ne trovano diverse.

N.B. Specifico che non ce l'ho con le persone che hanno problemi di peso. Vi ricordo che io sono fortemente in sovrappeso - peso più di 80 kg per un'altezza ridicola. Solo, non sopporto i piagnistei e gli atteggiamenti passivi-aggressivi.

Su "Vite al limite".

Questo simpatico nonnetto che stimola in me sentimenti di pura e semplice compassione si chiama Younan Nowzaradan - ed è stato assolda...