mercoledì 5 aprile 2017

"Fat and happy".



Qualche tempo fa, scofanandomi come un'ingorda foca un piatto da 150 grammi di riso bianco con un cucchiaio di olio e uno di parmigiano [fatevene una ragione, io non mi ingozzo quasi mai di cibo spazzatura], in preda allo sconforto, sono andata sul caro amico fidato Google e, in preda al vittimismo, ignorando i risultati con le interviste delle varie P!nk, Christina Aguilera e quant'altro che - similmente a me in quel momento, mettendo le mani avanti vigliaccamente, anziché lottare contro l'assurdità di una società che insinua che loro sarebbero "oversize" -, si professano "grasse e felici", mi sono imbattuta in un articolo, ripreso dall'Huffington Post. Questo.

Analizziamo il post, a partire dal titolo: "Non c'è nulla di male ad essere grasse. Continuate così, potete farlo".
Oh, certo, signora dell'articolo dell'Huffington Post. Certo, signora cantante P!nk. Possiamo farlo e su questo non c'è il minimo dubbio. Finché il colesterolo che ci ostruisce le arterie non ce le fa scoppiare come palloncini e non ci viene un ictus o un infarto. Ma queste sono inezie che le lor signore femministe sono prontissime a sacrificare in nome di un sentimentale concetto di libertà della donna e di un banale "Il mio corpo è affar mio". Che finché si tratta di un caso come quello di P!nk - che dico, non è grassa, e fa palestra, ed è tonica, e ci tiene evidentemente alla salute e alla forma fisica - non c'è problema. Ma che dire di quelle - e mi ci metto pure io - che vanno sopra la taglia 48? Avete letto l'articolo? Lingerie sexy? Ma vogliamo veramente fare ridere i polli?!
Dicevo, analizziamo il post punto per punto: cominciamo:
L'articolo comincia con la signora padrona della boutique di lingerie sexy per clienti oversize che parla così:
So che tutti i "nemici" del grasso, le varie discussioni sul tema di Reddit e i moralizzatori sparsi per il mondo mi daranno torto, ma posso permettermi di occupare letteralmente tutto lo spazio che voglio. E sapete un'altra cosa? Non devo spiegazioni a nessuno se sono in carne e perfettamente in salute. Contrariamente a quanto si crede, posso essere grassa e sana, se voglio. Posso anche essere grassa e malata. Le persone grasse esistono da quando esiste l'umanità, quindi abituatevi. Non ci nasconderemo solo perché un mucchio di persone, che ha parecchio tempo da perdere al pc, ci prende di mira, prendendo in giro il nostro corpo.
Ah-ah. Ecco le manine avanti. Quel "non devo dare spiegazioni a nessuno" mi puzza tanto di paraculaggine. Di - non so - di piagnisteo, forse.
Il binomio grasso-malato non è a caso. Non puoi materialmente essere grasso e sano. Le tabelle del BMI non sono a caso. Non sono messe lì per scopi estetici. Non devono definire standard per entrare nelle agenzie di moda a fare i/le modelli/e, ma per prevenire malattie cardiologiche e cardiovascolari. "Le persone grasse esistono da quando esiste l'umanità, quindi abituatevi". Anche la peste bubbonica esiste da quando esiste l'umanità, dovremmo abituarci anche a quella?
"Non ci nascondiamo". Quale ardore, quale inimitabile dimostrazione di anticonformismo e di ribellione ai "modelli imposti da questa società" ingiusta, e brutta e cattiva.
Sono stata grassa per più di 30 anni. Ormai ho la pelle dura e sono abituata a commenti meschini e vili. Mi scivolano addosso (sì, finiscono anche sul mio culo grasso). E tutti queste discussioni, alimentate ad hoc, in realtà non fanno altro che fomentarmi, ricordandomi che c'è ancora molto lavoro da fare nel movimento per l'accettazione del corpo.
Hai la pelle dura, e scommetto anche piena di smagliature. [non ho resistito]
"Sì, finiscono anche sul mio culo grasso", qui è evidente che l'autrice del post intimamente si odia, odia lei stessa il suo corpo grasso, solo che non riuscendo a dimagrire ha scelto la via più semplice: lottare. Perché lottare a volte è la strada più semplice; che per di più sembra quella più difficile da percorrere. Lei stessa si apostrofa in termini dispregiativi: culo grasso. Mi sembra un piagnisteo inutile atto a prevenire eventuali insulti a cui la poverina sembra già abituata - in effetti, ce lo dice lei stessa.
Lei parla di "movimento per l'accettazione del corpo". E' solo un'inutile lotta inascoltata e ignorata contro i mulini a vento; una lotta per di più non rivolta verso l'esterno, ma verso l'interno. Perché quando questa signora sarà felice - perché è inutile che parla di accettazione, lei non si accetta e non è felice - allora dimagrirà, e quando dimagrirà la finirà anche coi piagnistei.
Per me è chiaro e semplice: vivi nel modo che vuoi. Come ha sottolineato Pink, di recente, dopo essere stata criticata per il suo corpo: "Non sono preoccupata per me. E non lo sono neanche per voi. Sto bene, sono felice e il mio corpo sano, formoso e forte si sta prendendo la tregua che merita".
Pink dice quello che molte di noi "ciccione" del movimento per l'accettazione del corpo ripetiamo di continuo: "Il mio corpo è affar mio. Il tuo è affar tuo". Ho avuto delle discussioni con persone (totalmente sconosciute) che cercavano di condannare il mio corpo e le clienti della mia boutique di lingerie. Sono andata anche alla CNN per parlare del diritto di essere grasse e indossare intimo sexy. Io e il mio negozio siamo finiti al centro di un dibattito il cui argomento principale era proprio la mia boutique di intimo per taglie forti e la sua presunta "celebrazione" dell'obesità. 
[Di nuovo il paragone con P!nk. Siete andate sull'articolo? Bene, vi sembra che P!nk assomigli alla signora del negozietto?]
Se una ragazza grassa vuole comprare un abitino intimo sexy amen, e chi glielo impedisce? Se c'è qualcuno che lo fa, è un bigotto. Il problema è che nessuno lo fa. La signora della boutique confonde la discriminazione in base alla forma fisica con una vera e propria negazione dei diritti umani. Mi pare veramente strano che una piccola boutique finisca sull'occhio del ciclone fino a questo punto, ma perché no, tutto può succedere in questo triste mondo malato.
Credo che i detrattori siano molto confusi e innervositi dalla felicità. La gente è spesso perplessa quando vede persone grasse e felici. A questo si aggiunge che non ci tormentiamo con diete e allenamenti e non siamo ossessionati dall'idea di diventare una versione magra di noi stessi. E tutto questo sconvolge i vari "haters".
"La gente è spesso perplessa quando vede persone grasse e felici". Io sono perplessa nel leggere questa frase. Personalmente non mi sento per niente titubante nel vedere una persona sovrappeso che è soddisfatta della sua vita. Vorrà dire che ha altre priorità, che conduce uno stile di vita comunque appagante. Cosa c'entra? Dovremmo trarne la conclusione che le persone magre, per la gente invece sono tutte felici? Ma quanto è ridicolo questo articolo? Andiamo avanti: "[noi] non ci tormentiamo con diete e allenamenti e non siamo ossessionati dall'idea di diventare una versione magra di noi stessi e tutto questo sconvolge i vari haters". Questa robaccia - perché di robaccia partorita da cervellini piccoli piccoli si tratta - mi fa imbestialire.
Chi mi segue - quei pochi piccoli sparuti blogger che mi seguono - sa che io sia tutt'altro che l'immagine della magrezza, della salute, del well-being. Che io sia anzi la negazione in termini di tutto ciò. Però, siccome non sono cretina, o meglio, se sono cretina non lo sono comunque così tanto, pur non essendo mai stata magrissima e non avendo mai praticato sport e vita sana, non penso automaticamente che chi è magro lo sia perché si tormenta con diete a base di sedano e carote [perché è questo il messaggio che l'autrice subdolamente e perfidamente vuol far passare] o perché si ammazza di palestra ed addominali. Sembrerà all'[idiota] proprietaria della boutique strano, ma si può essere magri e in salute in due mosse:
- seguendo una dieta permissiva e bilanciata, semplicemente non mangiando schifezze e limitando la quantità di alcolici, possibilmente riservandoseli solo un giorno a settimana;
- facendo un'oretta di jogging o camminata veloce la mattina prima di colazione ogni giorno.
Cara signora, lei queste cose le fa? No? Nemmeno io. Ma di certo non mi metto a biasimare da ignorante chi è comunque più virtuoso di me.
In TV ho dovuto letteralmente difendere il nostro diritto di esistere come donne in carne che vogliono indossare intimo sexy e succinto. Tutti i corpi sono "buoni". Tutti meritano di essere celebrati. Nessun corpo è migliore di un altro.
Sigh-sobh.
Sì, potete vivere la vostra vita e occupare più spazio del vostro vicino. Non dovete etichettare la vostra esistenza dicendo "sono grassa, ma felice". Non dovete spiegazioni per il vostro corpo e per ciò che siete fuori e dentro. Le persone che vogliono giudicarvi sono tristi, infelici e hanno fin troppo tempo a disposizione. Non hanno nulla di meglio da fare. Io, invece, ho molto da fare. E al primo posto della mia lista c'è aiutare le donne grasse, in carne e formose a sentirsi sexy in intimo e aiutarle a celebrare il loro corpo.
E con questo, direi che abbiamo finito.

Se il messaggio non è chiaro, o se sono stata troppo brusca nel tentativo di farvelo passare, ve lo dico esplicitamente e lo faccio con calma, di modo che possiate usufruirne [spero]:
Non bisogna - non bisogna - arrendersi alle ingiustizie di quella fettina di società malata che si annida in genere nei reparti dell'alta moda che vuole che tutte noi donne andiamo a vestirci al reparto bambini alla Benetton o che indossiamo la taglia 32-34. Perché questo è eccessivo, e questo va contrastato.
Ma non bisogna nemmeno diventare pigri e vittimisti - come la signora dell'articolo tristemente, per suo personale meccanismo di difesa, è diventata - e diventare vassalli di uno stile di vita che va contrastato anch'esso, ovverosia il sovrappeso, peggio ancora l'obesità.
Come capire se è il momento di correre ai ripari? Non fidatevi dello specchio, ve lo dico per esperienza personale: rivolgetevi alle tabelle dell'IMC, sul web se ne trovano diverse.

N.B. Specifico che non ce l'ho con le persone che hanno problemi di peso. Vi ricordo che io sono fortemente in sovrappeso - peso più di 80 kg per un'altezza ridicola. Solo, non sopporto i piagnistei e gli atteggiamenti passivi-aggressivi.

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